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Ribes: "Da grande voglio fare il pilota"
Mamma: "Sarebbe bello"
Ribes: "Si, ma degli aerei da guerra che lanciano le bombe"
Mamma: "Porta la gente in vacanza, non le bombe sulla testa degli altri, altrimenti ti sego le gambe"
Sunflower: "Lunedì alle 6 potresti portare Ribes dal dentista?".
Lampone: "Dipende da QUANDO devo portarlo".
Almeno ha capito dove. GRRRRRRRRRRRRRRRR
Dai Lanternati prendo l'idea di pasticciare con le parole e vado su Wordle.
Questa è una mia poesiola sulle vacanze:
"Mamma, quella nuvola sembra un'aragosta".
Non so se sia stata mia mamma ad insegnar loro questo gioco, o se l'abbiano iniziato per caso. Certo è, che da bambina lo facevo in macchina per trascorrere il tempo. Ricominciare a farlo è stato entusiasmante.
Dicesi "abbronzatura da muraro" (muratore) quella di chi ha il segno della maglietta e dei pantaloncini corti. Io sfoggio l'abbronzatura del lettore: segno degli occhiali da sole
, braccia abbronzate solo sulla parte superiore, segno dell'ombra del mento sul collo e degli avambracci poggiati sulle gambe. Per niente trendy. Ma leggere di fronte al mare è una delle gioie delle vita cui non rinuncerei mai.
E comunque, è soprendente come disfare le valigie e lavarne il contenuto annulli l'effetto di 15 gg di riposo 
Le parole di Penny (che non riesco a rintracciare perchè non usa i tags, accidenti
) mi sono risuonate spesso durante il primo anno scolastico di Ribes. Diceva che i bambini che entrano a scuola con i loro zainetti sono piccoli eroi. L'ho pensato quando le maestre mi dicevano di avergli vietato di giocare con i suoi amici preferiti per vedere se riusciva a relazionarsi con altri compagni. Risultato: ha scelto di rimanere solo tutto l'intervallo. L'ho pensato quando al mattino mi diceva che voleva tornare alla materna e che la scuola gli fa schifo. Quando, di fronte alle prime incertezze nel leggere, smetteva di provarci e non voleva fare più i compiti. Quando mi diceva che il suo amico M. prende sempre ottimo e lui invece è un idiota e sa già che in prima media lo bocceranno. E' stato sfibrante cercare di trasmettergli un pò di fiducia e spiegargli il valore di provare e riprovare, quando non si riesce in qualcosa. La sua pagella mi dice molto: perchè ha migliorato i suoi voti in quasi tutte le materie e so cosa gli è costato. Sono orgogliosa di lui. Ma sono anche preoccupata. Perchè mi ha detto che non è felice e soffre tanto. Fa effetto ascoltare queste parole da un bimbo di sette anni, che conduce una vita "normale". Così ho alzato il telefono ed ho chiamato la psicologa che collaborava con la materna. Quella che l'anno scorso ha fatto con noi genitori il lavoro di "Tracce di me". Perchè mi pare rischioso convincersi che siano momenti passeggeri e che vada tutto bene.
...si può ospitare in casa degli orrendi coinquilini che portano il nome di Obscurio e Devil Felix, si nascondono ovunque costringendovi a cercarli per ore ed hanno la spudoratezza di essere, talora, fluorescenti?